martedì 6 novembre 2007

Psicofarmaci ai bambini di 8 anni: è polemica Giù le mani dai bambini.

Tiscali notizie
9.11.06
Psicofarmaci ai bambini di 8 anni: è polemica Giù le mani dai bambini.
A pochi mesi dalla decisione dell'Agenzia europea per il farmaco (EMEA) di abbassare da 18 a 8 anni l'età a partire dalla quale sarà possibile somministrare psicofarmaci, Prozac e non solo, è questo il grido d'allarme lanciato da psicoterapeuti, psichiatri ma soprattutto dai genitori che temono per la salute dei propri figli. Se da una parte si sostiene che i vantaggi derivanti dall'assunzione di farmaci siano superiori ai rischi corsi dai minori affetti da una qualche forma di depressione, dall'altra si teme che l'uso/abuso possa scatenare drammatici effetti collaterali, da modificazioni del comportamento, al suicidio, a forme incontrollate di aggressività.Un timore che tantissimi genitori esprimono con rabbia e che è testimoniato dalle tantissime mail giunte alla nostra redazione. "Quando facevo la mamma - scrive Agnese - ricordo che anche i miei figli a volte, nella loro infanzia e durante l’adolescenza, hanno avuto momenti in cui erano tristi, depressi, come si usa dire adesso, ed i motivi scatenanti erano i più svariati: un voto brutto a scuola, un voltafaccia dell’amico del cuore, l’essere stati lasciati dalla ragazza, una perdita, che causava in loro un temporaneo calo d’interesse nella vita di tutti i giorni, pianti e insonnia; ma io e mio marito, armati di amore, comprensione e tanta pazienza e buona volontà, siamo sempre riusciti a calarci nella loro realtà ed ad aiutarli ad affrontare i problemi che di volta in volta si presentavano, per poi risolverli nel migliore dei modi". "No alla prescrizione degli psicofarmaci ai bambini - conclude la nostra lettrice - Così facendo, uccideremo la loro naturale vitalità". Esprime grande sgomento nei confronti del provvedimento anche Antonella, insegnante e mamma, che denuncia: "Un tempo si faceva la caccia alle strege, oggi il bersaglio è diventato il bambino. E per colpirlo una parte di psichiatria ha coniato delle malattie le cui diagnosi non sono supportate da evidenze scientifiche, ma si basano unicamente sulla catalogazione di soli sintomi. L'uso di farmaci a base di anfetamina negli USA - denuncia l'insegnante - ha già causato vittime fra i piccoli".Dagli USA all'Italia - Ed è proprio dagli USA che l'allarme è partito. Solo in America, dopo la decisione della Food and Drug Administration, di autorizzare l’uso di antidepressivi, nella cura di bambini e adolescenti, le ricette del Ritalin, altro farmaco nell'occhio del ciclone insieme al Prozac, sono aumentate del 600 per cento ed oggi sarebbero tra i 6 ed i 7 milioni i bambini americani trattati con questo psicofarmaco.Sotto accusa il provvedimento - L'agenzia europea per il farmaco si è attirata numerose critiche in particolare per quel passaggio nella delibera dove si subordina la somministrazione della molecola sui bambini al fallimento della terapia psicoanalitica protratta per oltre 4/6 settimane: gli addetti ai lavori sostengono, infatti, che alcuna terapia psicoanalitica può riuscire ad ottenere risultati soddisfacenti in così breve tempo.Perchè la polemica - Il timore è che in futuro ci sarà un sempre più massiccio quanto ingiustificato ricorso agli psicofarmaci, sia nei casi di depressione che in quelli di "semplice" iperattività e disattentenzione. Senza contare che spesso gli stessi medici che li prescrivono, non sempre conoscono a fondo questi farmaci. L'allarme degli psicoterapeuti è anche un altro. Quella del ricorso agli antidepressivi denunciano - è una soluzione considerata "più comoda" rispetto a quella di interrogarsi sulle ragioni vere e profonde che sono all’origine del crescente disagio psicologico dei bambini. Agire sull'effetto, ci si chiede in sostanza, può avere un senso se non si curano le cause?M.E.P.

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